SEGRETERIA REGIONALE del FRIULI VENEZIA GIULIA

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COMUNICATO DEI SINDACATI REGIONALI FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS CONFSAL, GILDA - UNAMS

Nella giornata del 1 aprile si è conclusa la fase dell’informativa della Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia alle organizzazioni sindacali sulla determinazione degli organici della scuola dell’Infanzia 2008 - 2009. Nelle settimane precedenti si era svolto un analogo confronto sulla determinazione dell’organico regionale della scuola primaria.
Al termine di questo primo periodo di incontri emerge un giudizio fortemente negativo da parte del sindacato sulle scelte operate dall’Amministrazione nella gestione di questa importante scadenza per la scuola.
Infatti, sino ad ora, la Direzione Generale si è limitata a svolgere un ruolo notarile di esecutrice delle disposizioni del MPI che, come è noto, ha imposto ulteriori tagli di personale anche per il 2008 - 2009, dopo quelli già operati negli anni scorsi. Tutto ciò, nonostante il preventivato incremento degli alunni.
Sin dall’avvio del confronto con l’USR, le organizzazioni sindacali regionali hanno presentato una serie di precise richieste sul metodo di determinazione dell’organico regionale 2008 - 2009 per tutti gli ordini di scuola, allo scopo di fare sì che la prevista informativa sindacale non sia un mero momento burocratico “dovuto dall’Amministrazione”, ma divenga una fase in cui tutte le parti coinvolte possano contribuire, nei rispettivi ruoli, a creare le condizioni per il miglior funzionamento del sistema scolastico regionale.
In tal senso i sindacato regionali della scuola hanno chiesto all’USR del FVG di:
• aprire un tavolo di confronto per verificare le necessità e le esigenze del sistema scolastico, anche con il coinvolgimento della Regione;
• definire un quadro regionale di tutti gli ordini di scuola al fine di poter esprimere una valutazione complessiva sulle esigenze del sistema scolastico, superando modalità di informazione distinte per i diversi ordini scuola, le quali, di fatto, impediscono una corretta valutazione delle necessità complessive a livello regionale;
• stabilire criteri adeguati di distribuzione dell’organico a livello provinciale;
• richiedere al Ministero della Pubblica Istruzione un aumento dei posti in relazione all’incremento degli alunni, alle carenze di posti registrate ed alle richieste formulate dai dirigenti scolastici sulla base della domanda dell’utenza;
• fornire preventivamente i dati relativi alle singole province, utilizzando modelli omogenei i quali consentano un’agevole opera di confronto e verifica delle ipotesi di organico proposte dall’Amministrazione a livello provinciale.

Gran parte di queste richieste risultano non accolte.
FLC Cgil, CISL scuola, UIL scuola, SNALS Confsal e GILDA UNAMS, anche in vista dell’imminente confronto sugli organici della scuola media di primo grado e in particolare della scuola superiore, nella quale a fronte di un incremento degli alunni si prevedono pesanti tagli di personale, esprimono forte preoccupazione per la situazione, sollecitano la Direzione Generale dell’Ufficio scolastico ad assumere, con il coinvolgimento della Regione, tutte le iniziative necessarie per garantire la funzionalità e la qualità del servizio scolastico.
Ove ciò non avvenisse, si riservano di adottare tutte le necessarie azioni a tutela del personale e della scuola della regione.

Le Segreterie regionali di FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS - CONFSAL e GILDA UNAMS
04 aprile 2008

La legge sul friulano impugnata davanti alla Corte Costituzionale: alcune considerazioni.

Com’è noto, nei giorni scorsi il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale sul friulano, ritenendo che essa “oltre ad apparire in contrasto con numerosi principi costituzionali”, esorbiti dall’oggetto della legge e “prefiguri un regime di sostanziale bilinguismo e, per taluni aspetti di esclusività della lingua friulana”. Riferendosi alle norme sull’istruzione, il Governo contesta, tra l’altro, il meccanismo del cosiddetto silenzio - assenso e quello dell’obbligo per le scuole di garantire un’ora di friulano alla settimana per la durata dell’intero anno scolastico. Su questi ed altri aspetti della normativa si era espressa, a suo tempo, la Segreteria regionale dello SNALS - CONFSAL in sede di audizione presso la sesta Commissione permanente del Consiglio regionale ed anche sulla stampa, sollevando perplessità e suggerendo alcune soluzioni. In particolare sul meccanismo del silenzio - assenso il sindacato autonomo aveva criticato il fatto che i genitori, al momento dell’iscrizione, dovessero comunicare la loro intenzione di non avvalersi dell’insegnamento della lingua friulana, ritenendola una forzatura rispetto al dettato della legge n. 482 del 1999 e proponendo che gli interessati potessero manifestare la loro volontà semplicemente attraverso una scelta positiva o negativa. Inoltre lo SNALS - CONFSAL aveva sostenuto che l’obbligo di insegnare il friulano per l’intero anno scolastico finiva inevitabilmente per entrare in contrasto con l’autonomia delle istituzioni scolastiche, le quali possono organizzare l’orario delle singole discipline “in modo flessibile, anche sulla base di una programmazione plurisettimanale”, prevedendo, ad esempio, che le ore di friulano siano fatte anche solo nell’ambito di un quadrimestre. Anche l’obbligo delle scuole di garantire almeno un’ora di friulano alla settimana non appariva legittimo, per cui il sindacato suggerì di prevedere un orario curricolare minimo annuale di friulano che le scuole avrebbero potuto organizzare in modo autonomo. Ora che la normativa è stata impugnata innanzi alla Corte Costituzionale e posto che lo SNALS - CONFSAL del Friuli Venezia Giulia ha condiviso gli obiettivi generali della legge la quale, giova ricordarlo, va ad attuare la legge nazionale n. 482 del 1999, non si può non rilevare come le osservazioni ed i suggerimenti proposti dal sindacato avevano colto in pieno la particolare debolezza dei punti sopra esposti.

Il Segretario regionale
Giovanni Zanuttini
Udine, 26 febbraio 2008

Pubblicata la legge di tutela del friulano

La legge regionale n. 29 del 18 dicembre 2007, avente ad oggetto le “Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana”, è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia del 27 dicembre 2007. Come è noto, questa normativa interessa anche il mondo della scuola, in particolare negli articoli che vanno dal 12 al 19. Il testo qui consultabile, tratto dal sito ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia, ha subito varie modifiche rispetto a quello iniziale, sul quale lo SNALS - CONFSAL si espresse a suo tempo. A tale proposito si veda l’articolo pubblicato sul Messaggero Veneto e riportato su questo sito. Alcune delle modifiche sono certamente migliorative, ma permangono ancora alcuni punti che suscitano perplessità come quello relativo al meccanismo di adesione delle famiglie o quello per cui l’insegnamento della lingua friulana va garantito per almeno un’ora alla settimana. In ogni caso, va evidenziato come, per dare concreta attuazione alla normativa, debbano essere ancora affrontate questioni fondamentali come quella dell’elenco dei docenti con competenze riconosciute per l’insegnamento del friulano e quella della definizione del piano applicativo di sistema della legge stessa. A questo riguardo la normativa prevede l’emanazione di appositi regolamenti regionali .

Il Segretario regionale SNALS - CONFSAL
Prof. Giovanni Zanuttini